Vedendo Silence, l’ultimo film diretto da Martin Scorsese, ho pensato “Ma come faccio a dare un mio parere personale di questo film?” ed ora, a freddo, non so ancora come rispondere a questa domanda…

Come al solito vedrò di rimanere il più possibile spoiler free, perché gli spoiler fanno piangere i Padres! (←)

 

Brevemente, la storia che ci viene raccontata nel film, è quella di due Padres (preti cattolici) che partono per il Giappone, ancora totalmente Buddhista, sia alla ricerca del loro mentore scomparso da anni, sia per raccontare la storia di Cristo e della sua chiesa. Il loro viaggio sarà molto lungo e travagliato a causa delle taglie imposte dai giapponesi su chiunque professasse la religione cristiana ed, in particolare sui Padres.

Kichijiro, il giapponese esiliato

Per colpa dell’illegalità della religione cristiana e delle relative taglie, molti giapponesi credenti si sono dovuti rinchiudere nei propri villaggi e pregare in silenzio per non destare il minimo sospetto. Durante il film vedremo come la fede può cambiare gli uomini, di come può renderli allo stesso tempo stupidi come capaci d’immensi atti d’amore, sia verso i propri simili sia verso il proprio Dio o la propria idea di religione.

 

Due personaggi in particolare mi hanno colpito, due personaggi completamente diversi fra loro ma allo stesso tempo molto simili, Kichijiro, il giapponese esiliato, e “Interprete” (che scriviamo con la maiuscola perché, a quanto pare, non ha un nome…) l’interprete dell’inquisitore.

Ho visto similitudini fra loro nel giocare con le menti dei nostri Padres, nel prenderli in giro e confonderli uno dalla parte del bene e l’altro dal male. Un po’ come l’angelo e il diavolo sulla spalla che danno consigli.

L’interprete senza nome

Il film è lento, molto lento ma non è quel lento noioso che ti spingerebbe ad alzarti e ad andartene è quel lento che ti rapisce con i dialoghi, con le situazioni che vedi, che ti fa immedesimare nei personaggi del film e che ti fa persino provare il dolore dei Padres. una cosa che ho molto apprezzato è stato l’inserimento del silenzio assoluto per far provare allo spettatore il disagio, la paura e l’attenzione dei personaggi presenti in scena.

Complessivamente il film mi è piaciuto, è davvero ben fatto, ben studiato e mi ha tenuto incollato (ogni tanto con noia ma forse era a causa delle altre tre anteprime) per tutto il tempo del film, ma sicuramente verrà apprezzato al meglio da un pubblico credente e/o amante della storia delle religioni.

By | 2017-02-12T04:09:43+00:00 gennaio 12th, 2017|Film|

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